venerdì 16 novembre 2012

Libri | Il Riposo della Polpetta - Massimo Montanari


il riposo della polpetta
Massimo Montanari - Il riposo della polpetta
Il Riposo della Polpetta è il tempo in cui lasciamo che gli ingredienti amalgamati per formare la polpetta, appunto, riposino insieme al fine di produrre tutti assieme un nuovo sapore.
Un po' quello che succede alla nostra mente quando elaboriamo le idee: tanti ingredienti che si mettono assieme per poi produrre pensieri nuovi. Questa è la filosofia con cui Massimo Montanari (docente di Storia Medioevale e Storia dell'Alimentazione all'Università di Bologna) ha raccolto in un libro edito nel 2009 un centinaio di articoli tratti dal mensile Consumatore – rivista di Coop Adriatica – e le pagine domenicale de La Repubblica.

Un libro che si pone l'obiettivo di rispolverare le pratiche di cucina e di metterle sotto il riflettore per riconsiderarle come «un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società».
Attraverso questa rivalutazione Massimo Montanari ci porta in giro per i sapori, profumi e tradizioni del nostro Bel Paese culinario interrogandoci con domande del genere: perché nella zona emiliana la pasta viene ripiena con la carne mentre in quella romagnola si predilige il formaggio? oppure, perché con il melone si è soliti accompagnare il prosciutto crudo?

Non svelerò tutte le risposte ma solo per mettervi un po' d'appetito vi anticiperò che molte soluzioni ai quesiti sono da ricercarsi nella storia, così si potrà scoprire che l'Emilia, essendo stata zona di dominio barbaro ha subito anche l'influenza nella pratiche d'allevamento di questi popoli che prediligevano il maiale rispetto alla pecora, utilizzata in prevalenza per il latte. Mentre nella Romania (ovvero terra dei romani), la pastorizia prediligeva le specie ovine. Ecco spiegata la natura del ripieno in cappelletti e tortellini in Emilia Romagna!

Leggendo il libro non troverete una narrazione continua ma molti piccoli articoli o racconti che lasciano al lettore un enunciato: «la cucina può essere assunta come metafora della vita – a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina».

Nessun commento:

Posta un commento