sabato 24 novembre 2012

Birre | Chimay Rouge

Chimay Rouge

Cos'altro dire su questa birra trappista prodotta nel monastero di Notre Dame de Scourmont a Chimay, poco lontano dal confine con la Francia? Molto è già stato detto, pareri contrastanti si sono scontrati e appassionati si sono confrontati. Pertanto queste poche righe dovrebbero esser valide per chi la Chimay Rouge – nota come Premier – non la conosce.

Beh, partiamo col dire che Rouge non sta per rossa e tale nome deriva solo da una questione d'etichetta. È piuttosto una brown ale (anche se il titolo è troppo generico) dal colore marrone ramato che riempie il bicchiere con un bel cappello schiumoso e facendo emergere note di albicocca, caramello, un leggero vinoso, frutta secca e l'immancabile aroma dato dal connubio tra lievito e malto.
In bocca si percepisce la nota morbida data dal malto che ben bilancia l'amaro finale verso cui il sorso ti trasporta e che contribuisce a dare freschezza.
Diciamolo pure, rischiando magari di tirarsi dietro le critiche di chi vede nello stile trappista qualcosa di intoccabile (anche se quello trappista uno stile non è): lo stile in questione o piace o lascia una leggera incomprensione. Senz'altro delude chi non la conosce e si aspettava qualcosa di più beverino. A quest'ultimi consiglio di cominciare a farsi piacere il genere se vorranno proseguire con Rochefort e compagne...
Personalmente penso che se ne possano trovare di più complesse, più interessanti e perché no, più persistenti con un finale ben più lungo di quello della Chimay Premier.
Forse la più commercializzata e facile da reperire tra le birre trappista, tuttavia rimane una birra piacevole dal buon rapporto qualità/prezzo, interessante anche con piatti a base di formaggi a pasta medio molle.

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